Deontologia forense

Il CNF chiarisce se l’attività del praticante abilitato al patrocinio sostitutivo incontri restrizioni

Redazione

Il quesito. L’ordine di Trapani chiede al Consiglio Nazionale Forense se, davanti a tutti i Tribunali e Giudici di pace, il praticante abilitato al patrocinio sostitutivo ex art. 41, comma 12, l. n. 247/12 possa svolgere la propria attività di sostituzione del dominus senza restrizioni territoriali e limiti di valore.

Limiti di valore. In prima battuta il CNF, con il parere n. 3/19, ricorda che attraverso la l. n. 247/12 la disciplina dell’ordinamento della professione forense è stata innovata. Infatti, l’odierno art. 41, comma 12, offre la possibilità al praticante di svolgere l’attività in sostituzione del dominus «e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo». Dal dettato di tale disposizione, inoltre, emerge che il praticante può sostituire il dominus innanzi al Tribunale e al Giudice di pace senza incontrare limiti di valore in ambito civile, penale, per i reati contravvenzionali e in quelli che, in vigenza delle norme vigenti prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 51/1998, rientravano nella competenza del pretore.

Restrizioni territoriali. In riferimento all’ambito territoriale, il CNF osserva che la disposizione richiamata non pone limiti specifici. Ciò che rileva è unicamente il dato della sostituzione del dominus, del controllo e della responsabilità dello stesso. Dunque, poiché il dominus può esercitare liberamente le propria attività anche al di fuori del circondario del distretto, lo stesso può affermarsi per il praticante abilitato al patrocinio sostitutivo.

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