Professione forense

La protesta di AIGA per i disservizi nella prenotazione degli accessi in Cassazione

Redazione
Giustizia

L'AIGA ha espresso forte disappunto per l’attuale sistema di regolamentazione degli accessi all’interno della Suprema Corte di Cassazione, ritenendolo profondamente lesivo dell’esercizio del diritto di difesa.
L'avvocato sarebbe impossibilitato a reperire “slot” liberi finalizzati a svolgere direttamente gli adempimenti di cancelleria, per esempio iscrizioni a ruolo, costituzioni, consultazione dei fascicoli, ecc.

La causa consiste nelle molteplici prenotazioni di accessi da parte di agenzie di servizi private, che costringe gli avvocati a rivolgersi necessariamente alle stesse per l’evasione degli improrogabili adempimenti poichè impossibilitati a svolgere pienamente le proprie funzioni difensive.

AIGA sostiene che «la descritta situazione è oltremodo intollerabile poiché coinvolge gli Uffici apicali della giurisdizione, che dovrebbero costituire un modello organizzativo per tutte le altre articolazioni giudiziarie e consentire all’Avvocato di esercitare il proprio ministero con decoro e dignità» e rivolge istanza alle Dirigenze affinché «venga rimodulato l’intero sistema di prenotazione degli accessi alle cancellerie, limitando il numero di “slot” prenotabili da parte delle agenzie di servizi private e imponendo alle stesse di indicare le generalità degli avvocati per conto dei quali prenotano l’accesso, onde scongiurare un uso strumentale del sistema di prenotazione telematica, che, al netto di tali criticità, rappresenta un efficace ausilio per la classe forense».

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