È in arrivo il nuovo Codice degli appalti: quali sono le novità?

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18/01
La Redazione
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A breve entrerà in vigore il nuovo Codice degli appalti. 

Ci si augura che l’iter di approvazione del testo venga concluso in tempo per poter far sì che il Codice venga applicato a tutti i nuovi procedimenti dal 1° aprile 2023. Come mai questa fretta? Per rispettare le scadenze del Pnrr, essendo una delle novità rispetto alle quali l’Italia si è impegnata con l’Unione Europea. 

Dal 1° luglio 2023, invece, è prevista l'abrogazione del Codice precedente (dlgs 50/2016) e l'applicazione delle nuove norme anche a tutti i procedimenti già in corso.

Tra le novità c’è sicuramente il fatto che il codice non sia accompagnato da regolamento attuativo; si tratta di una delle strategie volte ad accorciare i tempi per l’entrata in vigore del testo. 

Ad aprire il Codice saranno due principi cardine, che concorreranno a realizzare l'obiettivo di delineare un quadro normativo organico, unitario e intellegibile. I principi in questione sono: il “principio del risultato”, che fa sì che l’affidamento del contratto e la sua esecuzione vengano realizzati con la massima tempestività e il migliore rapporto tra qualità e prezzo nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza, e il “principio della fiducia” nell’azione legittima, trasparente e corretta della pubblica amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici.

Ecco alcune delle novità: 

  • Digitalizzazione: il sistema dei contratti pubblici verrà maggiormente digitalizzato. Tra gli strumenti per realizzare tale obiettivo: la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, il fascicolo virtuale dell’operatore economico, le piattaforme di approvvigionamento digitale, l’utilizzo di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici;
  • Appalto integrato: viene reintrodotto senza i divieti previsti dal vecchio codice. Il contratto potrà quindi avere come oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Sono esclusi gli appalti per opere di manutenzione ordinaria;
  • Partenariato pubblico-privato: viene semplificato il quadro normativo;
  • General contractor: viene reintrodotta tale figura, cancellata dal vecchio Codice;
  • Subappalto: il subappalto viene adeguato alla normativa e alla giurisprudenza europea attraverso la previsione di criteri di valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante, da esercitarsi caso per caso.

Non ci resta che attendere il testo definitivo; non appena ci saranno novità seguirà un approfondimento in materia.

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