Scandalo Balenciaga: cos'è successo?

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01/12
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Il brand di moda Balenciaga negli ultimi giorni è finito sotto inchiesta per due campagne pubblicitarie firmate a suo nome. 

Le fotografie della prima campagna, chiamata Gift shop, hanno fatto scalpore perché i protagonisti sono bambini ritratti assieme ad oggetti tipici delle pratiche BDSM, acronimo che sta per bondage, dominazione, sadismo e masochismo.

Il marchio si è subito scusato, ma ciò ovviamente non è bastato per calmare le polemiche.

L’indignazione pubblica è aumentata quando sotto al mirino è finita anche un’altra campagna pubblicitaria del brand. L’immagine sotto accusa questa volta vede ritratta una borsa del marchio e sullo sfondo dei fogli che riportano il testo della sentenza della Corte suprema statunitense del 2008, United States v. Williams, in cui il tribunale decise che la promozione di pedopornografia non fosse protetta dal diritto alla libertà d’espressione.

Sono state così formulate le più disparate teorie del complotto, tra cui quella che afferma che Balenciaga promuova gli abusi sui minori e che le élite che controllano la politica e i media adorerebbero Satana e gestirebbero un giro internazionale di prostituzione minorile.

In ogni caso, a prescindere dalla veridicità di tali teorie, le conseguenze sotto il profilo reputazione ed economico non si sono fatte attendere: tra le tante, la decisione dell’influente testata commerciale Business of Fashion di revocare un premio che aveva programmato di assegnare a Demna Gvasalia, direttore artistico di Balenciaga, e le dichiarazioni della nota influencer Kim Kardashian, ambasciatrice del marchio e una delle celebrità più frequentemente associate a Balenciaga, che ha affermato di star rivalutando il proprio rapporto con l’azienda.

Quid iuris per quanto riguarda il profilo penale? Dicci la tua nei commenti.

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