Il Garante ha pubblicato delle linee guida in materia di conservazione delle password

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07/03/24

Per innalzare il livello di sicurezza dei fornitori di servizi digitali e degli sviluppatori di software, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e il Garante per la protezione dei dati personali hanno messo a punto specifiche linee guida in materia di conservazione delle password, fornendo importanti indicazioni sulle misure tecniche da adottare. 

Molte violazioni dei dati personali sono infatti strettamente collegate alle modalità di protezione delle password: il Garante ci dice che troppo spesso furti di identità sono causati dall’utilizzo di credenziali di autenticazione informatica archiviate in database non adeguatamente protetti con funzioni crittografiche.

Terreno fertile per gli attacchi informatici è il brutto vizio degli utenti di utilizzare la stessa password per l’accesso a diversi servizi online, con la conseguenza che la compromissione delle credenziali di autenticazione di un singolo servizio potrebbe causare l’accesso non autorizzato a una pluralità di sistemi.

E cosa viene fatto dei dati rubati? I dati rubati vengono utilizzati per entrare illecitamente nei siti di intrattenimento (35,6%), nei social media (21,9%) e nei portali di e-commerce (21,2%). In altri casi, permettono di accedere a forum e siti web di servizi a pagamento (18,8%) e finanziari (1,3%).

Chi sono i destinatari delle linee guida? Esse sono rivolte a tutte le imprese e le amministrazioni che, in qualità di titolari o responsabili del trattamento, conservano sui propri sistemi le password dei propri utenti, le quali si riferiscono a un numero elevato di interessati, a soggetti che accedono a banche dati di particolare rilevanza o dimensioni, oppure a tipologie di utenti che abitualmente trattano dati sensibili o giudiziari.

L’obiettivo delle Linee Guida è quello di fornire raccomandazioni sulle funzioni crittografiche ritenute attualmente più sicure per la conservazione delle password, in modo da evitare che username e password possano venire violate e finire nelle mani di cybercriminali, per essere poi messe online o utilizzate per furti di identità, richieste di riscatto o altri tipi di attacchi.

Rimandiamo alla pagina del Garante per una consultazione delle FAQ.

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