Esame avvocato 2023: torna lo scritto

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12/05/23

Il Ministero ha comunicato che per la sessione 2023 l'esame di avvocato si svolgerà secondo le previsioni previgenti. Tornano dunque le consuete prove scritte e, all'esito positivo di queste, la prova orale. Tornano anche le tradizionali modalità di svolgimento delle prove e la composizione delle sottocommissioni.

Il Ministero promette che nelle prossime settimane verrà pubblicato il bando e che, come da consolidata prassi, le prove scritte si terranno tra l'11 e il 15 dicembre 2023.

Non poche polemiche sono state sollevate dopo la comunicazione di tale notizia.

Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, ha inviato una nota al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio e al Viceministro con delega alle professioni, Francesco Paolo Sisto, chiedendo di «disporre che la sessione di esami per l’anno 2023 si svolga secondo le modalità stabilite dal decreto legge 31 del 2021», ossia il provvedimento che, per consentire l’esame di abilitazione forense durante la pandemia, aveva introdotto la modalità della doppia prova orale per l’accesso alla professione.

Nella lettera, il Presidente del CNF spiega che il ripristino delle originarie modalità di svolgimento dell’esame, non preceduto da una riforma dell’accesso alla professione, causerebbe unicamente «grandi difficoltà ai tirocinanti, i quali nel giro di pochi mesi dovrebbero rivedere i criteri di studio e si troverebbero a svolgere le prove d’esame avendo basato la preparazione per un esame organizzato con diverse modalità».

Infine, il Presidente Greco suggerisce a via Arenula «l’opportunità di istituire, il prima possibile, un tavolo di lavoro per regolare definitivamente l’accesso alla professione di avvocato, in relazione al quale il Consiglio Nazionale Forense esprime sin da ora la massima disponibilità a parteciparvi».

A rivolgersi al Ministro Nordio sono stati anche il Presidente di AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati), Francesco Paolo Perchinunno, il Coordinatore del dipartimento di Accesso Roberto Scotti e la Coordinatrice della Consulta dei Praticanti Giulia Pesce. Di seguito un estratto della lettera: «AIGA fa proprie le preoccupazioni ed il disagio dei giovani futuri colleghi che, improvvisamente, e solo in via informale, hanno appreso del ripristino delle ordinarie modalità d’esame. Tale decisione appare di gran lunga errata: si perderebbero i benefici, in termini di tempistiche, certezze, valutazioni e riduzione dei costi, che la modalità emergenziale aveva garantito, e si creerebbe un grave danno per tutti i candidati. Ribadiamo la necessità di prorogare l’attuale disciplina che prevede il doppio orale, quanto meno per l’anno in corso, e auspichiamo un immediato intervento risolutore da parte del Ministero - conclude la lettera - volto a prorogare formalmente le attuali modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione anche per la sessione 2023/2024, dando continuità alle prove degli ultimi due anni».

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