CIVILE

“Un frappuccino e del diritto sindacale per favore”


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18/08

I dipendenti Starbucks stanno scioperando contro il colosso del caffè in più di 17 stati americani.

Il motivo? Starbucks è contrario alla sindacalizzazione dei suoi dipendenti e pare che oltre 75 lavoratori siano state licenziate dopo aver manifestato la volontà di creare un sindacato. 

A creare ulteriore scontento sono state le ultime dichiarazioni del CEO di Starbucks, Howard Schultz, che il mese scorso ha annunciato che l’azienda stava rivedendo il programma di benefici ai dipendenti, sottolineando che i benefit non potevano essere estesi anche ai locali sindacalizzati senza che venissero messi in campo negoziati separati per i lavoratori aderenti ai sindacati. 

Nel frattempo, il sindacato di Starbucks ha presentato più di 80 denunce contro l’azienda per presunta violazione del diritto federale del lavoro, ottenendo da poco una vittoria quando l’azienda è stata costretta dal giudice a reintegrare tre lavoratori che erano stati licenziati dopo aver cercato di organizzarsi nei sindacati.

Le proteste dei lavoratori non stanno passando in sordina: il video in cui lo staff di Starbucks Towananda (sobborgo di Buffalo, nello stato di New York) esce dal negozio per protestare contro il licenziamento di un leader sindacale è diventato virale su TikTok, raggiungendo 20 milioni di visualizzazioni. 

 

Quid iuris? E cosa accadrebbe se questo trattamento colpisse anche i dipendenti dei punti vendita Starbucks presenti in Italia? 

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