Rovinare opere d'arte per combattere la crisi climatica

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25/10
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Meno di un paio di settimane fa è stata lanciata una una zuppa contro l’opera di Van Gogh I Girasoli, un paio di giorni fa purè di patate contro un dipinto ad olio di Monet. 

Non è la prima volta che gruppi di attivisti rovinano opere d’arte esposte nei più celebri musei del mondo e la ragione di questi gesti sta quasi sempre nel voler attirare attenzione a sè. 

Il motivo di questi ultimi due attacchi è la crisi climatica che stiamo attraversando e la poca attenzione – sostengono gli attivisti – che le istituzioni dimostrano nei confronti del problema. 

A livello penale, però, cosa si rischia? Per quanto riguarda l’ordinamento italiano a pronunciarsi è l’articolo 733 c.p. che recita “Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un'altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico, o artistico nazionale, con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda non inferiore a euro 2.065.

Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata”. 

 

Cosa ne pensate? Ritenete che in questo caso il fine giustifichi i mezzi? Fatecelo sapere nei commenti!

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