Il nuovo protocollo sulla criminalità informatica firmato a Strasburgo

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23/05
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È stato firmato a Strasburgo il secondo protocollo alla Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica.

«Le procedure d’emergenza previste da questo trattato – che obbligano tutti i paesi che ratificano il testo a creare canali specifici per una cooperazione rapida in situazioni in cui la vita o l’incolumità di una persona corrano un rischio imminente e grave – faciliteranno la prevenzione dei crimini più gravi», ha affermato Marta Cartabia, Ministro della Giustizia, presente a Strasburgo per la firma. 

Il nuovo strumento giuridico, sottoscritto durante la conferenza organizzata sotto la presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, si propone l’obiettivo di semplificare l’accesso da parte delle autorità giudiziarie e della polizia alle prove elettroniche detenute dagli internet provider e dai servizi di registrazione di nomi di dominio.

«Il crescente utilizzo della tecnologia, ha reso le società più vulnerabili al rischio della criminalità informatica: la Convenzione di Budapest del 2001 aveva offerto una risposta globale a questo rischio e, in quanto strumento internazionale vincolante, si è rivelata essenziale dal punto di vista della lotta alla criminalità informatica, alle frodi informatiche, alla diffusione di materiale pedopornografico su internet e alle violazioni della sicurezza delle reti. Per questo si è resa necessaria l’adozione di un secondo protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest del 2001», ha affermato la Guardasigilli.

«Lo sforzo negoziale guidato dalla nostra delegazione a Strasburgo ha sempre mirato a garantire l’attuazione di strumenti ambiziosi e decisi, in grado di rafforzare la cooperazione giudiziaria tra Stati, rendere più efficace la collaborazione tra gli Stati e il settore privato e fornire, ai fornitori di servizi informatici e telematici, determinate regole e procedure semplificate per ottenere e fornire prove digitali il prima possibile, data l’estrema volatilità dei dati elettronici» ha sottolineato il Ministro della Giustizia.
Si spera che le misure di contrasto alla criminalità informatica siano sempre di più e sempre più efficaci: a richiederlo è la velocità a cui si muove il mondo digitale. 

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