Babbo Natale: un vero criminale?

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26/12
Stefania Crespi
Articolo

“Avvocato mi aiuta? Una mamma mi ha querelato!”

Oggi vi racconto una storia incredibile, precisando sin da ora che il cliente mi ha dato il permesso di raccontare tutto, senza rispettare il segreto professionale.

Il cliente che mi ha consultato oggi è davvero speciale: si tratta di Babbo Natale.

Allarmata, gli ho subito domandato cosa fosse successo.

E lui mi ha così risposto: “Sono entrato in casa attraverso il camino e ho fatto un rumore tremendo, svegliando tutti. Poi ho rotto la tazza col latte che è andato ovunque e ha macchiato il tappeto. Con me c’erano gli Elfi (stanchissimi) e la signora ha urlato che li sfrutto eccessivamente, per non parlare delle renne… Cosa rischio?”.

Dopo qualche secondo in cui non ho potuto nascondere il mio stupore, gli ho così detto: “Babbo Natale ma sei diventato un criminale? Dunque, la situazione appare piuttosto complicata: la signora potrebbe averti denunciato per violazione di domicilio, disturbo del riposo, danneggiamento, imbrattamento, maltrattamento di animali e persino riduzione in schiavitù per gli Elfi”.

Il viso di babbo Natale era più bianco della sua lunga barba. Così l’ho fatto sedere e gli ho spiegato che è entrato nell’appartamento senza consenso dei proprietari e l’art. 614 c.p. prevede la violazione di domicilio nei confronti di chi s'introduce nell'abitazione altrui o in un altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo ovvero vi s'introduce clandestinamente o con l'inganno.

Ha, inoltre, svegliato tutti mentre riposavano; il tappeto fortunatamente si può lavare, ma la tazza è rotta; le renne lavorano ore e ore senza riposo e quindi sono maltrattate e… veniamo al reato più grave, quello commesso nei confronti degli Elfi… riduzione in schiavitù, previsto dall’art. 600 c.p. secondo cui “Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all'accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni”; e certamente gli Elfi vengono sfruttati, senza riconoscere loro alcuna retribuzione.

Nonostante il quadro apparisse complesso, mi sono avvicinata e, sorridendogli, gli ho sussurrato di stare tranquillo. Di solito non lo faccio mai, perché si sa bene che per un processo penale, l’esito non è mai scontato.

Gli ho detto: “Il processo con ogni probabilità lo vinciamo! Una bella assoluzione (e magari persino l’archiviazione) perché i fatti non costituiscono reato per mancanza di dolo! Credo che il Giudice (o il PM) sarà d’accordo… tra l’altro è Natale siamo tutti più buoni, no? Magari persino la mamma che ti ha querelato: potrebbe ripensarci e rimettere la querela. Toglimi una curiosità: quale regalo hai portato al suo bambino?”. E lui mi ha risposto: “La Play Station 5!”.

"Allora abbiamo buone probabilità che la rimetta …"

 

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